Il laboratorio dei sogni di Eva

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Un’ idea…

Un’ artigiana…

Il valore del tempo…

Questo é il riassunto della storia che Eva mi ha dato la possibilità di raccontare.

Lucia, dodici anni insieme. Per la fatidica domanda cercavo qualcosa di davvero unico. Già molto tempo fa avrei voluto chiederglielo, solo che per motivi professionali e geografici dovevo aspettare. Proprio a questa attesa volevo dare valore, così due anni fa ho deciso di regalarle un anello di fidanzamento, senza dirglielo peró! Volevo stupirla nel momento fatidico quindi ho cercato di non nasconderlo del tutto ma piuttosto di integrarlo in qualcos’altro. Volevo anche potesse portarlo, inconsapevolmente, sempre con sé.

Pensavo ad un accessorio per il lavoro o l’ abbigliamento finché non è arrivata l’idea più semplice… racchiuderlo in un altro gioiello.

Mille considerazioni, mille schizzi e tanti gioiellieri che si saranno chiesti perché guardavo le loro vetrine immobile ed assorto …nel mondo della creazione.

L’ anello doveva ispirarsi al nastro di moebius ed il pendente è nato in simbiosi con questa idea. La forma dell’infinito che ha un’unica faccia ed unico spigolo (infatti percorrendo con un dito tutto il bordo si torna al punto di partenza) rappresenta un ponte tra la geometria e la filosofia, nonché un forte simbolo di unicità. Era importante che il gioiello desse questo messaggio oltre ad essere un monile estetico. Chiederle di Sposarla doveva essere legato a questo concetto.

L’anello prendeva quindi una particolare forma flessa, asimmetrica e di spessore importante. Per non celarlo completamente ma non renderlo riconoscibile ho scelto un pendente. Il diamante andava nascosto nello spazio più confinato possibile e veniva naturale sfruttare la centricitá della parte in vista dell’anello. Tanti disegni ed una “goccia” mi è sembrata l’opzione migliore.

Il progetto dell’ anello racchiuso in un pendente, pensato da Fabio, stava prendendo forma grazie ad Eva.

Qui peró il progetto era ancora su carta… solo col confronto e l’esperienza di Eva sarebbe potuto diventare realtà. Menomale l’ho trovata! Ho girato tutta Valenza e mezza Lombardia nel cercare un artigiano che credesse nel progetto dell’ anello nascosto in un pendente e lo reputasse fattibile. Poi, in un paesino in provincia di Como, spunta Eva ed il suo laboratorio dei sogni.

Le spiego il progetto, pensa che sia pazzo, ma si appassiona e mi vuole dare una mano. Mi informa subito sui limiti tecnologici, le proprietà dei materiali e iniziamo fin da subito a concretizzarlo. Insomma, forte dei consigli di Eva e noti i paletti realizzativi sui quali trovare il miglior compromesso, avevo in mano tutto per terminare il progetto. Per divertimento nasce pure un modellino in das (come alle elementari!) che poi sarà utilissimo per lavorarci sopra a quattro mani. A questo punto mancava solo il tocco artistico di Eva per trasformarlo da oggetto a gioiello. Ha saputo darmi un’infinitá di spunti per le finiture quanto per il meccanismo di apertura e incastro; e più che dei miei disegni tecnici questo incastro aveva bisogno di mani e creativitá di un artista per diventare realtá.

L’ anello racchiuso nel pendente era pronto per la consegna!

Esperienza Magnifica e plauso ad Eva, alla quale ripeto “fatto questo puoi fare di tutto”.

Il risultato finale è stato incomparabile… come lo é stata la lacrima di stupore di Lucia quando le ho donato il pendente a Parigi.

Quando si segue un sentimento forte come l’amore, le grandi idee si trasformano in realtà!

Fabio

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